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	<title>Nuvola Rossa</title>
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	<description>Il bollettino di Rifondazione Comunista Milano Zona 6</description>
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		<title>Nuvola Rossa</title>
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		<title>Obiettivo&#8230;la partecipazione dei cittadini</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 7 - Dicembre 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo quasi vent’anni di silenzio, i cittadini milanesi hanno espresso molto chiaramente durante l’ultima campagna elettorale il loro desiderio di tornare a contare qualcosa nelle scelte politiche per la città. La coalizione di centro-sinistra ha risposto a questa richiesta con un forte gesto di discontinuità rispetto alle precedenti giunte di centro-destra: le Zone hanno aperto &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/12/14/obiettivo-la-partecipazione-dei-cittadini/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=510&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quasi vent’anni di silenzio, i cittadini milanesi hanno espresso molto chiaramente durante l’ultima campagna elettorale il loro desiderio di tornare a contare qualcosa nelle scelte politiche per la città.</p>
<p>La coalizione di centro-sinistra ha risposto a questa richiesta con un forte gesto di discontinuità rispetto alle precedenti giunte di centro-destra: le Zone hanno aperto ai cittadini le proprie Commissioni (ossia i gruppi  di lavoro). Chiunque sia interessato a sapere di cosa si occupa il Consiglio di Zona (CdZ) e a dire la sua, può iscriversi alle Commissioni compilando l’apposita scheda, che trova sul sito del Comune di Milano, e consegnandola al CdZ.</p>
<p>Questa novità è però circolata solo in modo informale (passaparola) soprattutto nei circuiti dei cittadini già attivi: militanti e simpatizzanti dei partiti e volontari delle varie associazioni attive sul territorio. Ciò è dovuto, da un lato, alla difficoltà per i CdZ di trovare dei canali efficaci di comunicazione verso l’esterno. Dall’altro all’oggettiva impossibilità a gestire eventuali Commissioni sovraffollate di cittadini interessati a dire la loro.</p>
<p>Attualmente, inoltre, le Commissioni sono l’ambito di confronto (e scontro) tra maggioranza e opposizione: la prima, esclusa dal potere da vent’anni, si sta ancora orientando tra la burocrazia e la gestione pratica del “potere”. Un potere più di nome che di fatto , dal momento che i buchi di bilancio lasciati dalla precedente amministrazione, uniti ai tagli ai Comuni decisi quest’anno dal governo Berlusconi, hanno costretto il Comune a tagliare quasi completamente i fondi ai CdZ, che quindi non possono concretamente fare molto.</p>
<p>Il centro-destra, dal canto suo, ha finora tenuto un atteggiamento scarsamente collaborativo, quando non di ostruzionismo, per rendere ancora più difficile il lavoro della maggioranza.</p>
<p>I cittadini che si sono iscritti alle Commissioni hanno quindi finora assistito (più che partecipato attivamente) a ordini del giorno spesso poco interessanti e imposti dalle scadenze burocratiche, o a discussioni poco costruttive tra i consiglieri. Mentre le loro competenze ed esperienze sono state poco valorizzate.</p>
<p>Sicuramente è difficile gestire la complessità del lavoro richiesto a un CdZ.</p>
<p>Altrettanto sicuro è il fatto che all’interno dello stesso centro-sinistra non c’è una visione condivisa su come intendere la “partecipazione attiva” dei cittadini. E dallo stesso Comune arrivano segnali contraddittori: da un lato si cerca di coinvolgere direttamente i cittadini tramite i ComitatixMilano, ex ComitatixPisapia (vedere la 2GiornixMilano di metà ottobre), o tramite le associazioni (vedere il Forum per le Politiche Sociali previsto per il 2-3 dicembre). Dall’altro i CdZ non vengono direttamente coinvolti nella realizzazione di queste iniziative, come se non rappresentassero il naturale livello intermedio tra Comune e cittadini.</p>
<p>Che fare dunque?</p>
<p>A livello di CdZ, ogni Commissione dovrebbe organizzare almeno un incontro con tutte le realtà organizzate (ufficiali o no) esistenti nel settore di propria competenza e che agiscono sul territorio: per capire cosa serve, cosa si sta già facendo, cosa può fare il CdZ adesso e quando sarà attivato il passaggio di poteri, risorse e competenze previsto dal progetto di trasformazione delle Zone in veri e propri Municipi parzialmente autonomi.</p>
<p>In parte questo si sta già facendo, ma dovrebbe diventare una strategia d’intervento sistematica e coordinata, non lasciata alla buona volontà dei singoli presidenti di Commissione, che dia vita, insieme ai cittadini competenti, già attivi sul territorio e disponibili, a dei veri e propri gruppi di lavoro, che preparino le proposte da discutere successivamente nelle Commissioni e da approvare in CdZ.</p>
<p>Questa e altre proposte  sono in queste settimane al dibattito dei consiglieri di Zona e dei circoli della Federazione della Sinistra, con l&#8217;obiettivo di arrivare a breve a un incontro dei partiti di maggioranza in Zona 6 per stabilire finalmente una strategia condivisa per il coinvolgimento attivo dei cittadini alla vita politica milanese.</p>
<p>Valentina Turazzi</p>
<p>Circolo PRC Battaglia</p>
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		<title>Nuovo Consiglio di Zona 6&#8230;ma non solo!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 7 - Dicembre 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bilancio dei primi sei mesi di attività della nuova maggioranza in zona 6 deve tener conto delle oggettive difficoltà principalmente dovute alla complessa ricostruzione del decentramento dopo 12 anni di deriva con il centro destra. Si può dire, in positivo, come non sia rilevante il fatto che la  maggioranza  sia per 2/3 formata da &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/12/14/nuovo-consiglio-di-zona-6-ma-non-solo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=508&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bilancio dei primi sei mesi di attività della nuova maggioranza in zona 6 deve tener conto delle oggettive difficoltà principalmente dovute alla complessa ricostruzione del decentramento dopo 12 anni di deriva con il centro destra. Si può dire, in positivo, come non sia rilevante il fatto che la  maggioranza  sia per 2/3 formata da consiglieri eletti per la prima volta, in quanto tutti si sono con impegno subito calati nella parte.</p>
<p>La linea sin qui tenuta, definita semestre dell’ascolto, è servita alla maggioranza per riallacciare i rapporti diretti con i rappresentanti di molte realtà sociali, culturali ed istituzionali,  che hanno positivamente accolto l’approccio e gli impegni per un rapporto continuativo mirato a mettere in rete tutte le risorse e competenze esistenti sul territorio.</p>
<p>Tale scelta, di per sè qualificante per l’operare dell’amministrazione, è stata anche dettata   dalla scarsità di fondi a disposizione,  (neppure 1/5 della dotazione dell’anno precedente),  anche se va subito chiarito che, indipendentemente dalle disponibilità di bilancio, questa maggioranza vuole affrancarsi da un’azione di mera erogazione  di contributi.</p>
<p>L’atteggiamento dell’opposizione si sostanzia unicamente, nelle commissioni, in un richiamo strumentale alle regole e in consiglio in un costante lavoro di ostruzionismo teso a boicottare le delibere ed il lavoro della maggioranza. Non hanno le competenze per una corretta dialettica istituzionale, ma in compenso sono arrivati al punto di portarsi nelle sedute la stampante per sfornare emendamenti, a getto continuo.</p>
<p>Se è stato semplice  riallacciare il rapporto con i cittadini, e favorire la partecipazione subito alta come da anni non si vedeva ai lavori del consiglio, va detto che ora la stessa partecipazione comincia a subire i contraccolpi essendo difficile, per i cittadini non eletti, assistere ad una rappresentazione grottesca  della dialettica maggioranza – opposizione che di fatto li esclude.</p>
<p>Si stanno inoltre mettendo a fuoco una serie di obbiettivi di medio periodo, anche ambiziosi ed ancora tutti da costruire, che dovranno rappresentare le prime risposte concrete alle esigenze zonali alcune delle quali legate al ruolo importante che l’amministrazione centrale sembra intenzionata a dare alla nostra area nell’ambito dei progetti e relativi finanziamenti  per l’Expò.</p>
<p>Pur in presenza di una situazione sostanzialmente positiva, non possiamo, come Federazione della Sinistra e Sinistra per Pisapia ignorare i limiti e le criticità  oggi esistenti  con il conseguente impegno, a partire dalla loro individuazione, ad operare per il loro superamento.</p>
<p>Vediamone qualche aspetto:</p>
<p>Carenza abitativa e degrado delle periferie. Sono il  lascito delle  giunte precedenti  che per dare qualche risposta alla drammatica emergenza delegavano al mercato ed ai privati  gli interventi.</p>
<p>Questo implicava una visione della città diametralmente opposta alla nostra con una selva di grattacieli, centri direzionali e abitazioni  di lusso, ma priva di case di edilizia sociale in affitto.</p>
<p>In questo campo molte sono le competenze dell’amministrazione comunale che deve intervenire con un’adeguata politica che comporti la sistemazione e il riutilizzo delle migliaia di appartamenti di edilizia sociale tenuti sfitti, ed anche con nuovi progetti per la ristrutturazione dei quartieri più disastrati lasciati fuori dai precedenti contratti di quartiere.</p>
<p>Non sarà un processo breve; la realtà ci mostra come questi progetti hanno un percorso complesso che si realizza anche in una decina d’anni. Nel frattempo, come zona dobbiamo pretendere dall’amministrazione centrale il coinvolgimento nelle scelte che le  competono soprattutto per il controllo e la gestione, che non possono essere esclusiva di Aler, e per soluzioni adeguate degli abusivi per stato di necessità basandosi sulla capillare conoscenza della situazione abitativa da parte del decentramento.</p>
<p>Urbanistica e problemi connessi. Ci troveremo nei prossimi anni alle prese con molti interventi già progettati ed avviati dalla giunta Moratti, alcuni con procedimenti già parecchio avanzati.</p>
<p>Dovremo, e in alcuni casi lo stiamo già facendo, fare salti mortali per attenuarne il più possibile le loro criticità sapendo che comunque non si riuscirà spesse volte a modificarne la natura e l’impatto negativo per la vivibilità dei quartieri. L’impossibilità di bloccare le procedure o limitarne gli impatti ci porta a deludere le aspettative e suscitare perplessità nei cittadini e comitati che si sono in questi anni opposti agli interventi in essere.</p>
<p>Tale situazione si può superare dimostrando l’impegno per una radicale revisione degli strumenti urbanistici che hanno permesso questi scempi. Per cambiare la situazione riteniamo fondamentale la revisione a fondo del Piano di Governo del Territorio avviato che andrà seguito attentamente perché raccolga fino in fondo le aspettative  emerse nei CdZ.</p>
<p>Gli spazi  pubblici di aggregazione a disposizione delle realtà sul territorio, sono in questi anni diminuiti nelle zone per la politica del centro destra che ne ha delegato la titolarità e la  gestione all’esterno in varie forme a privati.</p>
<p>Ci troviamo quindi con una carenza grossa rispetto alle necessità del territorio ed alle moltiplicate esigenze progettuali del CdZ che dobbiamo colmare a partire dal monitoraggio</p>
<p>della zona e di tutte le opportunità esistenti sino ad ora precluse.</p>
<p>In primis questo passa attraverso la difesa  netta dell’esistente compreso a partire da quelle realtà che hanno attraversato anni difficili, come l’Istituto Pedagogico della Resistenza,  ma anche guardando con attenzione alle realtà  giovanili autogestite come  lo ZAM di via Olgiati.</p>
<p>Il Laboratorio del Giambellino, creato alcuni anni fa mediante il bando che ha restituito al quartiere la Casetta Verde di via Odazio e che ha visto diverse realtà del terzo settore coinvolgere centinaia di cittadini in decine di attività e progetti, resta un dei modelli da perseguire ed estendere.</p>
<p>Crediamo  vada perseguita  la ricerca di nuove modalità ed accordi, per l’utilizzo dei molti spazi vuoti comunali ma anche di proprietà ALER, catalogati come “commerciali”  che non sono oggi disponibili o restano vuoti anche a causa dei gli alti costi di affitto attualmente richiesti.</p>
<p>Un contenimento di tali canoni, accompagnato da nuove normative, porterebbe ad un ritorno sociale sia per il recupero dei quartieri sia per le maggiori entrate di realtà oggi sfitte.</p>
<p>Crediamo che questa giunta, che ha in programma il prolungamento e diversificazione degli orari d’apertura degli edifici scolastici, debba in questo senso invertire la politica del centrodestra moltiplicando gli spazi polifunzionali, per un utilizzo plurimo di diverse realtà, con anche carattere di autogestione, che risponda alla domanda esistente.</p>
<p>Quello dei  servizi sociali ed alla persona rappresenta un&#8217;altra delle priorità in una fase di attacco allo stato sociale ed al progressivo aumento di disagio e povertà legati alla crisi.</p>
<p>Già dai primi approcci si è passati dalle sfilate clientelari-elettorali nei teatri e presso i centri anziani della precedente giunta, ad incontri del nuovo assessore in luoghi più piccoli ma strapieni di lavoratori dei servizi, delle scuole, operatori del terzo settore ma anche cittadini che esprimevano con la loro presenza la sacrosanta richiesta  che il loro lavoro ed impegno fosse finalizzato ad una città pubblica e solidale. Va inoltre considerato come molti di questi attori vivano la problematica della condizione precaria, su cui il CdZ non ha competenza, ma che investe e pone richieste alle politiche dell’amministrazione comunale.</p>
<p>Dobbiamo  col decentramento ricostruire quella centralità ed attenzione alla qualità dei servizi pubblici con la partecipazione dei lavoratori ed operatori che superi la parcellizzazione e l’isolamento permettendo la ricostruzione delle reti, dei comitati di gestione e partecipazione dal basso da anni deliberatamente cancellati.</p>
<p>Questi sono gli aspetti che come FdS poniamo all’attenzione e pensiamo siano prioritari per qualificare nei prossimo mesi l’azione della maggioranza, che non può ovviamente avvenire  solo dall’interno della “giunta” locale ma ha bisogno di una maggiore presenza delle forze politiche che, attraverso il confronto, arrivino ad un programma articolato sul quale impegnarsi.</p>
<p>Con le forze politiche disponibili dobbiamo agire e lavorare sul territorio con i cittadini e  tutti i soggetti sociali per favorire una reale partecipazione, che permetta di  incidere sulle scelte fondamentali per la zona e la città  superando anche le difficoltà dovute al disastro ereditato dalle precedenti amministrazioni. Il tutto attraverso strumenti e consapevolezza delle singole problematiche ma anche del contesto in cui sono inserite, che dia alle persone la possibilità di essere non spettatori ma protagonisti nelle decisioni.</p>
<p>Mettere in campo le risorse, realizzare questi aspetti nel decentramento può far partire quel percorso virtuoso, che dovrà portare nei prossimi anni alla realizzazione delle municipalità, costruite anche dal basso perché possano incidere su politiche e progetti con risultati visibili e tangibili.</p>
<p>E’ anche utile aver presente che questa strada di ricerca di una democrazia partecipata per la realizzazione di un decentramento compiuto non può prescindere da una coerente  battaglia contro il progressivo svuotamento delle assemblee elettive e conseguentemente per lo scardinamento del maggioritario e del bipolarismo, diventato modello di società e camicia di forza della democrazia.</p>
<p>Questi alcuni spunti del nostro dibattito come FdS in queste settimane, che intendiamo porre a breve all’attenzione dei partiti democratici e della sinistra, e portare alla discussione ed al confronto dei cittadini e della realtà della zona, per trovare sul territorio le ragioni e le forze che permettano il reale cambiamento.</p>
<p>Roberto Acerboni</p>
<p>Circolo PRC Lenin</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lavoro precario al Comune di Milano! DICIAMO BASTA!</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 7 - Dicembre 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comune di Milano è la principale azienda della città, 15.500 dipendenti, a cui vanno aggiunti gli indiretti, ovvero i dipendenti delle municipalizzate e delle società controllate dal Comune. Tutelare il futuro delle giovani generazioni, a partire dalla soluzione della grave piaga della precarietà è stato uno dei temi centrali del candidato sindaco Pisapia. Ha &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/12/14/lavoro-precario-al-comune-di-milano-diciamo-basta-2/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=506&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Milano è la principale azienda della città, 15.500 dipendenti, a cui vanno aggiunti gli indiretti, ovvero i dipendenti delle municipalizzate e delle società controllate dal Comune. Tutelare il futuro delle giovani generazioni, a partire dalla soluzione della grave piaga della precarietà è stato uno dei temi centrali del candidato sindaco Pisapia. Ha persino sottoscritto un “contratto” con San Precario nel quale si impegnava alla stabilizzazione del lavoratori precari del Comune. Oggi i precari stanno tutti perdendo il posto di lavoro e quel contratto è solo carta straccia. Riportiamo l’intervista rilasciata da due dei promotori del comitato precari. I loro nomi sono S. e M.</p>
<p>Come è nato il comitato precari del Comune di Milano?</p>
<p>S. – Il Comitato nasce con la Mascherata” a maggio dell’anno scorso, per la verità l’unico mascherato ero io, ma insomma c’era l’effetto scenico del chiedere la carità, ma in forma di rivendicazione. È nato tutto con la campagna per Pisapia, quella campagna è stata uno stimolo ad organizzarsi, perché ci si sentiva in un grande flusso di entusiasmo e di grande cambiamento. Quale momento migliore per parlare della condizione del lavoro precario? Da qui è nata la necessità di darsi un coordinamento maggiore per far emergere le problematiche dei lavoratori precari del Comune di Milano. Lo sciopero del 6 settembre scorso è stata una ulteriore occasione per incontrarsi.</p>
<p>Quali sono le vostre richieste?</p>
<p>M. – Chiediamo la stabilizzazione. Non è giusto che centinaia di lavoratrici e lavoratori che hanno lavorato per anni, e stiamo parlando anche di 8 &#8211; 10 anni per il Comune, lavoratrici che magari hanno una famiglia, donne sole con figli, vengano mandate a casa come se nulla fosse. A partire da maggio scorso i contratti in scadenza non vengono più rinnovati. Siamo consapevoli che c’è la crisi, che la Giunta ha ereditato un buco di bilancio, tuttavia questo comportamento non è accettabile. Sabato scorso davanti all’iniziativa a sostegno di Pisapia, l’avvocato Marco Dal Toso ci ha detto che noi precari siamo solo 625 e che magari ci si può sistemare nella nuova società di Expo2015. A parte il fatto che siamo molti di più e che la cosa può mettere in difficoltà i servizi stessi del Comune, una volta che Expo finisce, cosa facciamo? Siamo punto a capo.</p>
<p>Sabato scorso c’era la “due giorni per Milano” alla presenza del sindaco e voi avete distribuito all’ingresso un dossier, di che si tratta?</p>
<p>M. – Ci dicono che non ci sono i soldi e abbiamo cercato di raccogliere informazioni. A tutti i dipendenti comunali è arrivato il video messaggio del Direttore generale Davide Corritore che assicurava che la nuova Giunta non si sarebbe comportata come la precedente pagando cifre esorbitanti per consulenze esterne e si sarebbe avvalsa delle competenze interne. Ebbene non è stato così. Gli “articolo 90” (secondo il Testo Unico Enti Locali sono i contratti a tempo determinato assunti fuori graduatoria per incarichi di “fiducia”) al momento sono ben 43 e la Giunta ha speso per questi contratti ben 2milioni e 270mila euro. E su questa spesa ci sarebbe pure un illecito perché la legge dice che se non c’è il pareggio di bilancio non si possono attivare collaborazioni esterne.</p>
<p>Questo è molto grave, perché non se ne parla?</p>
<p>M. – Il nostro dossier è circolato molto, online su molti siti e blog di sinistra, certo nessun giornale nazionale lo ha pubblicato, ed è chiaro che le forze di sinistra preferiscono parlare d’altro. Dicono che la destra può strumentalizzare la cosa, ma visto che la destra è contro la nostra stabilizzazione, più di tanto non può dire. Maurizio Baruffi ci ha detto che dobbiamo togliere i nomi dal dossier, d’altra parte lui è uno che prende una delle fette più grosse.</p>
<p>S. – Il fatto è che molti di noi sono stati in prima linea nella campagna elettorale per Pisapia e vedere queste cose, fa molto male, vedere un ex compagno di Dp che si becca 62mila euro l’anno, mentre i lavoratori a tempo indeterminato con l’inquadramento medio prevalente guadagnano poco più di 19mila euro e in più si mandano i precari a casa perché non ci sono soldi: obiettivamente questa roba fa incazzare! Se non vogliono che da questa demoralizzazione la gente vada a votare a destra (e magari molto a destra), devono cambiare registro. Comunque, nonostante tutto, resta il fatto che siamo riusciti ad ottenere un incontro solo dopo che abbiamo iniziato a distribuire il dossier, prima li avevamo inondati di mail, ma stranamente non le avevano viste.</p>
<p>Come sono andati questi incontri, vi hanno dato qualche spiraglio?</p>
<p>S. – All’ultimo incontro c’era l’assessore Bisconti, che fra le precedenti esperienze è stata anche responsabile risorse umane Nestlè, e Paolo Limonta che coordina i comitati cittadini. Ci hanno promesso di fare il possibile, ci hanno detto che verificano i vincoli imposti dal patto di stabilità, che ci vuole un accordo sindacale. Alla fine non è uscito nulla di concreto e soprattutto ci hanno messo in attesa degli eventi, con la scusa che è colpa del governo.</p>
<p>Ma a questi incontri voi avete presentato delle richieste precise?</p>
<p>M. – Sì, abbiamo presentato una piattaforma di 12 punti. I primi tre sappiamo essere molto difficili da raggiungere perché riguardano una proposta di tetto massimo per gli stipendi delle figure amministrative dirigenti, la riduzione dell’80% di queste posizioni apicali e lo stop agli incarichi esterni. Poi abbiamo fatto delle proposte su dove andare a prendere i soldi per garantire la nostra stabilizzazione. Per esempio facendo pagare le pratiche edilizi Comunicazione Inizio Attività Edilizia Libera) oggi gratuite e soprattutto la verifica dei pagamenti della tassa sul suolo pubblico e sulla pubblicità attraverso una commissione in cui siano presenti anche due precari.</p>
<p>S. – Queste ultime due tasse (Cosap e Tosap) sono largamente evase, la maggioranza dei ristoranti e dei locali del centro che mettono fuori i tavolini non pagano. Poi ci sono entrate mancate pazzesche: pensa che a Natale scorso è stata data piazza Duomo alla gioielleria Tiffany a gratis perché ha fatto la richiesta come onlus. Anche ora le cose non sono cambiate: Roberto Cavalli ha fatto la sfilata a settembre scorso all’Arco della Pace pagando solo il 20% della tassa. Non penso che Cavalli abbia difficoltà economiche per pagare qualche migliaia di euro al Comune di Milano. Inoltre proponiamo di destinare i capitoli di spesa che oggi vanno alle agenzie interinali e alle cooperative ad una Cassa Precaria Municipale da cui attingere per le assunzioni con graduatoria unica. Peraltro è molto più costoso pagare la cooperativa o l’agenzia che il dipendente. Evidentemente, siccome finora si è fatta la scelta più onerosa, è proprio perché non si vuole avere il problema della “gestione” del personale.</p>
<p>M. – L’altra cosa importante è la continuità retributiva per poter accedere al sussidio di disoccupazione che comunque non viene erogato per oltre 8 mesi. Se nell’anno precedente ho già preso il sussidio, poi ricomincio a lavorare per un periodo di tempo troppo breve, il sussidio successivamente richiesto viene erogato per un periodo di mesi inferiore perché vi ho già acceduto l’anno prima. Per questo chiediamo una retribuzione di 1200 euri per almeno nove mesi annui.</p>
<p>S. – Non mi sembra che stiamo chiedendo la luna</p>
<p>Decisamente non è la luna. Quali saranno i vostri prossimi passi?</p>
<p>M. – All’incontro con il Comune ci  hanno detto di verificare con le organizzazioni sindacali, per arrivare ad un accordo sindacale. Il problema è che noi non abbiamo rappresentanza, in quanto precari non abbiamo diritto ad eleggere delegati, anche se ne avremmo bisogno visto che i nostri problemi sono molto diversi da quelli che stanno qui da anni. In questi giorni c’è una trattativa in corso per stabilizzare 300 educatrici fra nidi e materne, parteciperemo a questi incontri sollevando anche il problema dei precari in altre strutture del Comune, dagli amministrativi ad altri servizi e vediamo se riusciamo ad allargare la  trattativa.</p>
<p>Come sono stati i vostri rapporti con le organizzazioni della sinistra milanese?</p>
<p>S. – Nessuno dei partiti, dei collettivi e delle parti di “movimento” milanese che si riempie la bocca con la parola precarietà ci ha aiutato e son 4 mesi che smanettiamo su web e volantinaggi e ci han pubblicato Libero, Affari Italiani, Il giorno e Il fatto quotidiano e Radiopop. Nessuno ha preso sul serio la nostra lotta sacrosanta nonostante siamo andati da tutti a spiegarla. È scomoda, scabrosa, pericolosa. Rompe le uova in un programma già scritto che sta per essere realizzato anche a livello nazionale. Questo è un dato fondamentale per  capire la nostra lotta e soprattutto l’ipocrisia colpevole di tutta la sinistra milanese.</p>
<p>Quanti siete e che modalità avete di organizzarvi?</p>
<p>S. – Questo è il problema principale, siamo sparpagliati in molte strutture e sedi, abbiamo richiesto l’accesso agli atti per capire quanti lavoratori sono precari, o lo sono stati negli ultimi anni, in  varie forme alle dipendenze del Comune. Pare che queste informazioni siano molto “sensibili” e nessuno si vuole prendere la responsabilità di mettere in luce come stanno veramente le cose. Da quanto abbiamo capito potremmo arrivare solo come precari diretti del Comune intorno ai 7mila lavoratori, che lavorano o hanno lavorato per un periodo di 1 anno negli ultimi 5. È una bella cifra se si considera che il comune ha 15.500 dipendenti. Poi ci sono gli indiretti, cioè tutti quelli che sono dipendenti precari nelle municipalizzate o nelle controllate tipo Milano Ristorazione, Milano Sport, Fondazione Scuole Civiche, ATM, ecc. Di fatto il Comune di Milano è il principale responsabile della precarizzazione dei cittadini milanesi. C’è paura fra i precari, paura ad esporsi, paura a fidarsi di qualcuno, poi c’è la grande delusione, l’amarezza per aver pensato che il vento era cambiato e invece qui tutti restano a casa. Noi comunque non ci arrendiamo, mercoledì andiamo all’incontro sindacale con le educatrici per porre anche il nostro problema, perché anche noi siamo dipendenti comunali. Continueremo sollecitare le organizzazioni sindacali e, visto che il primo incontro ci è stato concesso dopo l’uscita pubblica del dossier, continueremo a volantinare nelle sedi del Comune per rendere pubblica questa situazione e anche per contattare i precari che non abbiamo ancora raggiunto e far loro capire che non sono soli, che si può rivendicare i propri diritti. Se questa è una Giunta dalla nostra parte, allora lo deve dimostrare con i fatti.</p>
<p>A cura di Sonia PREVIATO</p>
<p>Milano, 24 ottobre 2011</p>
<p>Pubblicato su www.marxismo.net</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Piattaforma dei PRECARI DEL COMUNE di Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 7 - Dicembre 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla Cortese Attenzione dell’Assessore Chiara Bisconti, del Responsabile dei rapporti con la Città Paolo Limonta, del Direttore generale Davide Corritore, del Direttore del Personale Dragonetti, del Capo di gabinetto del Sindaco Maurizio Baruffi. Dal Comitato Precari del Comune di Milano Vista la difficile situazione finanziaria generale che coinvolge gli Enti pubblici, i vincoli imposti dal &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/12/14/piattaforma-dei-precari-del-comune-di-milano/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=504&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla Cortese Attenzione dell’Assessore Chiara Bisconti, del Responsabile dei rapporti con la Città Paolo Limonta, del Direttore generale Davide Corritore, del Direttore del Personale Dragonetti, del Capo di gabinetto del Sindaco Maurizio Baruffi.</p>
<p>Dal Comitato Precari del Comune di Milano</p>
<p>Vista la difficile situazione finanziaria generale che coinvolge gli Enti pubblici, i vincoli imposti dal patto di stabilità e il ‘buco in bilancio’ denunciato a più riprese dai vertici politici del Comune di Milano,</p>
<p>Viste le norme restrittive che per ora impediscono al Comune di Milano di procedere come promesso dal Sindaco durante la campagna elettorale, alla stabilizzazione delle migliaia di precari iscritti alle liste a tempo determinato, agli interinali, ai co.co.pro e a tutti quei cittadini che hanno percepito un reddito diretto o indiretto dal Comune di Milano per almeno 12 mesi negli ultimi 5 anni,</p>
<p>Viste le oggettive difficoltà dell’Amministrazione di reperire risorse che possano garantire un lavoro e un reddito ai cittadini precari che da anni garantiscono i servizi del Comune</p>
<p>Il Comitato precari del Comune di Milano si rende disponibile a partecipare alla creazione di un censimento della precarietà legata al Comune di Milano, così come proposto dall’assessore Bisconti che ci vede già da ora impegnati nel lavoro di ricognizione e quantificazione del fenomeno dei cittadini precarizzati dal Comune di Milano tra il 2006 e il 2011.</p>
<p>Così come espressamente richiesto dai vertici dell’Amministrazione nell’incontro dello scorso 11 ottobre propone alcune misure concrete che possano permettere di trovare a bilancio le risorse necessarie per fornire un lavoro e un reddito, per i 5 anni di mandato della Giunta per almeno 9 mesi/annui per una cifra mensile netta massima di 1200 euro a quanti più precari sia possibile.</p>
<p>A tal fine si chiede:</p>
<p>1. Il taglio di tutti gli stipendi erogati direttamente o indirettamente dal Comune di Milano, sia per figure interne amministrative che politiche sia per direttori e manager nominati nelle aziende partecipate, ex municipalizzate, Fondazioni e Consorzi alla cifra massima di 5 mila euro nette/mese benefit e parti accessorie comprese, senza alcuna possibilità di deroga.</p>
<p>2. Al fine di una reale valorizzazione delle risorse interne e della riduzione della spesa complessiva, lo stop alle assunzioni attuate grazie all’art. 90 e a tutti gli incarichi professionali esterni senza che vengano prima effettuati dei controlli sulla presenza delle professionalità richieste tra i dipendenti e i precari del Comune di Milano.</p>
<p>3. Riduzione del 80% di tutte posizioni apicali, dirigenziali oggi esistenti, riducendo anche le centinaia di P.O. oggi esistenti , parametrando gli stipendi dei comuni dipendenti a quelli più alti al rapporto massimo di 1 a 6.</p>
<p>4. L&#8217;istituzione di un contributo municipale di scopo per la pratica edilizia C.i.a.e.l. (comunicazione inizio attività edilizia libera) oggi gratuita, così come previsto in diversi Comune dell&#8217;Hinterland Milanese.</p>
<p>Il contributo che riguarda centinaia di pratiche protocollate ogni settimana, potrà essere di 75 euro per edifici compresi nella cerchia dei navigli, 50 euro per quelli posti entro la cerchia dei bastioni, 30 per quelli entro la circonvallazione e 15 per tutti gli altri.</p>
<p>5. Verifica dei pagamenti di tassa COSAP e TOSAP (suolo pubblico e pubblicità) eventi, gazebo, locali e manifestazioni e contemporaneo stop alle esenzioni, patrocini, e riduzioni della tassa oggi concesse, con particolare riguardo rispetto alle ONLUS mantenendo la gratuità solo per quelle indirizzate a soli fini caritatevoli diretti e che escludano loghi e riferimenti pubblicitari ad aziende private che operano in ambiti diversi. A tal scopo si propone l&#8217;istituzione di una commissione con la partecipazione di due precari, a cui possa essere concessa la verifica delle concessioni oggi esistenti e della loro aderenza alle norme previste dai Regolamenti comunali.</p>
<p>6. Riparametrare al costo di mercato tutti i canoni di locazione e le concessioni di edifici, beni e immobili e terreni di proprietà del Comune coinvolgendo a tale scopo i lavoratori precari.</p>
<p>7. Spostare i futuri capitoli di spesa altrimenti destinati ad Agenzie interinali e Cooperative esterne a una Cassa Precaria Municipale che dovrà essere costituita entro il 2012, per sostenere i costi delle assunzioni precarie.</p>
<p>8. Selezione pubblica per soli titoli per creare una Graduatoria Unica Precaria che sostituisca quelle in scadenza il prossimo 31 dicembre alla quale attingere per tutti i tipi di contratti.</p>
<p>9. Tale graduatoria varrà anche per i prossimi contratti a tempo indeterminato che dovranno prevedere un 50% di posti riservati ai precari che abbiano per anni lavorato al/per/tramite il Comune di Milano.</p>
<p>10. Esenzione da ogni preselezione per concorsi pubblici a tempo indeterminato per quei lavoratori precari che abbiano lavorato per il Comune e che hanno già superato almeno una selezione pubblica.</p>
<p>Con le risorse così risparmiate e con le nuove entrate previste, a cui potrà essere sommato fino a 1/10 dei fondi che verranno concessi dal governo x la deroga al patto di stabilità previsto per l’Expo, garantire almeno 9 mesi di stipendio e reddito/annui per una cifra mensile netta di massimo 1200 euro x 5 anni a quanti più precari che abbiano svolto a qualsiasi titolo, in modo diretto o indiretto, almeno 1 anno di lavoro presso il Comune di Milano.</p>
<p>Modalità di assunzione, tipo di contratto e verifiche dei requisiti proposti saranno oggetto di un ulteriore tavolo tecnico. Resta inteso che tali misure sono provvisorie in attesa della stabilizzazione di tutti i  precari che abbiano lavorato presso il Comune di Milano per almeno 36 mesi anche non continuativi alla data della sottoscrizione dell’eventuale accordo.</p>
<p>Comitato Precari Comune di Milano</p>
<p>precarimilano@libero.it</p>
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	</item>
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		<title>Il voto in Spagna e la sinistra</title>
		<link>http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/12/14/il-voto-in-spagna-e-la-sinistra/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 7 - Dicembre 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Come molti di voi sapranno, domenica 20 novembre si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Parlamento in Spagna. L&#8217;appuntamento era molto importante perchè la Spagna è, con l&#8217;Italia e la Grecia, sul banco degli imputati in Europa a causa della pessima situazione economica e del debito pubblico. Il Premier uscente Zapatero lasciava una &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/12/14/il-voto-in-spagna-e-la-sinistra/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=502&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti di voi sapranno, domenica 20 novembre si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Parlamento in Spagna. L&#8217;appuntamento era molto importante perchè la Spagna è, con l&#8217;Italia e la Grecia, sul banco degli imputati in Europa a causa della pessima situazione economica e del debito pubblico.</p>
<p>Il Premier uscente Zapatero lasciava una situazione difficilissima, con una disoccupazione che supera il 20% ed il settore edilizio, vero motore della crescita &#8220;miracolosa&#8221; avvenuta nella prima parte del suo mandato, sostanzialmente fermo.</p>
<p>La vittoria del centrodestra del Partido Popular era scontata, così come scontato era il raggiungimento di una maggioranza assoluta in Parlamento.<br />
Infatti, ad urne chiuse il PP ha ottenuto il 44,62% e 186 seggi su 350 (miglior risultato del dopo-Franco) dei voti, il PSOE di Zapatero il 28,73% e 110 seggi (il peggior risultato).</p>
<p>Tutto questo lo potevate (e lo potete) leggere ed approfondire leggendo i giornali o navigando su internet.<br />
Vediamo però di sviluppare alcuni punti poco trattati (e non solo per la congenita sciatteria) dalla stampa italiana.<br />
1) Il sistema elettorale: Iniziamo dal sistema elettorale spagnolo, altrimenti rischiamo di non capire alcuni passaggi: il sistema è formalmente proporzionale con sbarramento del 3%, senza premio di maggioranza. Purtroppo, però, questo 3% non viene calcolato su un unico collegio nazionale (come accadeva in Italia nella Prima Repubblica) ma sulla base di 50 mini collegi, che sostanzialmente coincidono con le province. Questo comporta che ogni formazione politica deve superare in OGNI collegio non solo lo sbarramento formale del 3% ma anche lo sbarramento reale rappresentato dal numero di deputati da eleggere nel collegio, spesso pochissimi (ad esempio, se in un collegio si devono eleggere solo 10 deputati il quoziente minimo per ottenere un deputato è rappresentato dal 100%, cioè il totale della percentuale dei votanti, diviso il numero di seggi disponibili, cioè 10, che da una percentuale minima da raggiungere del 10%). Questo meccanismo favorisce molto i grandi partiti nazionali ed i piccoli partiti molto radicati in piccole realtà locali o collegi e penalizza fortemente i partiti medi e piccoli con percentuali omogenee a livello nazionale.</p>
<p>2) il risultato dei partiti della sinistra: Izquierda Unida (federazione di partiti, associazioni e movimenti nei quali è maggioritario il peso del Partito Comunista Spagnolo PCE) ha ottenuto il 6,93% e 11 seggi dai 2 precedenti, crescendo di circa 700.000 voti, AMAIUR (neonata coalizione della sinistra basca) ha ottenuto il 1,37% e 7 seggi. Falliscono i tentativi solitari di Equo, neonato movimento di impronta ecologista e di alcuni partitini di estrema sinistra. In entrambi i casi le percentuali di voto sono minime. Il risultato di Izquierda Unida può essere considerato positivo perchè segna una netta inversione di tendenza rispetto al declino degli ultimi anni.</p>
<p>Questo soggetto si è allargato ad altre forze ed ha stretto degli accordi tecnici con forze locali per limitare i danni degli sbarramenti elettorali. Inoltre ha superato almeno parte delle polemiche interne che ne avevano minato le capacità operative. 7 degli 11 deputati di IU appartengono al PCE ed uno di loro è particolarmente impegnato nel movimento degli Indignados, tanto da far dire alla stampa che un rappresentante degli Indignados è entrato in Parlamento. Il risultato è una buona base per ripartire sapendo che il compito che attende questa forza è almeno pari a quello che attende la sinistra italiana. In Italia la corsa elettoralmente solitaria ed il risultato positivo di IU hanno dato luogo ad alcune considerazioni relative alla presunta opportunità/inopportunità di alleanze elettorali.</p>
<p>Questo dibattito segnala, ancora una volta, il provincialismo del nostro dibattito teso ad usare gli avvenimenti di altri paesi per propagandare il proprio posizionamento tattico locale e non per cercare di trarne qualche utile insegnamento. Chiunque conosca, anche minimamente, la realtà spagnola ed il sistema elettorale ivi in vigore, sa bene che una discussione di questo tipo in Spagna sarebbe semplicemente &#8220;lunare&#8221; ed oziosa. Il sistema elettorale spagnolo non impone ne incoraggia alleanze, ne tantomeno penalizza chi non si allea, perchè misura il consenso per liste e non per coalizioni, come avviene in Italia. E non prevede il meccanismo del premio di maggioranza che coarta l&#8217;elettore ad esprimere il famoso &#8220;voto utile&#8221;. Quindi per IU il problema alleanze si/ alleanze no non si pone in partenza. Ed i compagni di IU hanno, nel rapporto con le altre forze e nel loro modo di autorappresentarsi  un atteggiamento che fa delle alleanze un momento tattico e non identitario. Proprio il contrario di quello che propongono i &#8220;veri rivoluzionari&#8221; di casa nostra.</p>
<p>3) Il ruolo dei cosidetti &#8220;Indignados&#8221;: la stampa italiana, in assoluta malafede, ha scritto che gli indignados hanno dato indicazione elettorale per l&#8217;astensione. In realtà questo movimento si è dimostrato molto maturo ed ha saggiamente deciso di muoversi su 2 piani legati da una logica profonda e che vale, mutatis mutandis anche per l&#8217;Italia. Primo: hanno chiesto esplicitamente di modificare la legge elettorale per eliminarne le storture che producono nei fatti un sistema bipolare/bipartitico. Quindi hanno espresso una preferenza netta per un sistema proporzionale puro. UNA TESTA UN VOTO. Secondo: hanno chiesto agli elettori, dove possibile, di concentrare il loro voto sui partiti alternativi a 2 maggiori. Quindi, in caso di forti partiti radicati localmente e con fondate speranze di superare lo sbarramento di collegio, di votare per loro (e questo vale, ad esempio, per gli indipendentisti baschi). In caso di partiti nazionali, come IU, di sostenerli nel loro lavoro di destrutturazione del bipartitismo rappresentato da Popolari e Socialisti.</p>
<p>Quanto hanno pesato sul voto le indicazioni degli Indignados è difficile dirlo, anche perchè si tratta di una realtà molto eterogenea (e non un blocco rivoluzionario omogeneo come viene rappresentato dagli ignoranti entusiasti di casa nostra). Resta il fatto che hanno espresso una coscienza politica molto avanzata, sicuramente più avanzata di quella attualmente esistente in gran parte delle lotte in Italia. Ci sarebbe da imparare, se si avesse voglia di studiare&#8230;..</p>
<p>Cesare Martina</p>
<p>Circolo PRC Lenin</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Metti che una sera resti a casa&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 7 - Dicembre 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sera non avevo voglia di uscire ed incautamente ho acceso la televisione mentre stavo cercando di preparare la cena. E&#8217; un pò di tempo che non guardo quasi nulla. In particolare, rifuggo dai talk show con ospiti politici che mi sembrano il peggio che si possa trovare nel disastrato palinsesto italiano. Lo ammetto: sono &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/12/14/metti-che-una-sera-resti-a-casa/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=500&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sera non avevo voglia di uscire ed incautamente ho acceso la televisione mentre stavo cercando di preparare la cena. E&#8217; un pò di tempo che non guardo quasi nulla. In particolare, rifuggo dai talk show con ospiti politici che mi sembrano il peggio che si possa trovare nel disastrato palinsesto italiano. Lo ammetto: sono uno snob. Lo dico subito: sarebbe stato meglio uscire a prendere una pizza!<br />
Ho subito puntato su &#8220;la 7&#8243; dove l&#8217;immarcescibile Lilli Gruber conduceva &#8220;Otto e mezzo&#8221;. Ospiti in studio il giornalista (Corriere della Sera) Beppe Severgnini ed il presidente dell&#8217;Istat Enrico Giovannini.<br />
Questa sera si parlava (strano) della crisi economica e delle misure che il governo si appresta a varare per contrastarla. In particolare si parlava di riforma delle pensioni.<br />
E&#8217; stato un dibattito molto interessante., non aveva niente da invidiare ai programmi della stessa fascia oraria, cioè all&#8217;ironia pungente di &#8220;Striscia la Notizia&#8221; ed alla suspence de &#8220;I soliti ignoti&#8221;.<br />
Si parte con prolungate dichiarazioni di stima per la professionalità, la serietà ed il prestigio del nuovo presidente del consiglio Monti. Insomma, tanto per far capire ai, per fortuna pochi, riottosi che la musica è cambiata. Non abbiamo più un vecchio laido circondato da una corte di cortigiane e buffoni. Adesso c&#8217;è gente seria al comando e non dobbiamo temere nulla.<br />
Si prosegue con approfondite dissertazioni sulle ragioni della crisi con affermazioni degne delle migliori riflessioni di Carlo Marx tipo &#8220;abbiamo passato molti anni vivendo al di sopra delle nostre possibilità&#8221;. Caspita, se lo dicono loro deve essere vero! Io non me ne sono mai accorto. Devo aver vissuto al di sopra delle mie possibilità quando ho comprato per 1.700 euri (o euro?) la mia fiammante macchina usata del 1999 (ma con un motore che canta). Oppure è stato quando ho affittato la stanza in cui vivo a Milano. 400 euro (o euri?) per 20 mq. Ma c&#8217;è il collegamento ad internet. Un lusso. E se fosse stato quando questa estate sono andato 15 gg in vacanza in Puglia da mia mamma? Io pensavo di risparmiare facendo le ferie a scrocco dai miei. Ed invece&#8230; Si forse è vero ho fatto il passo più lungo della gamba.<br />
Mi si rabbuia il viso mentre cerco di capire dove ho sbagliato. In che modo, nel mio piccolo, ho sprecato.<br />
Fortunatamente i 2 ineffabili ospiti cambiano argomento, dal problema passano alle soluzioni.<br />
Si parla di riforma delle pensioni e scopro che la stanno facendo per me. Si, proprio per me. La tesi sostenuta è che, siccome noi giovani avremo pensioni da fame per pagare quelle laute dei nostri genitori, è meglio tagliare un pochino queste ultime, o, almeno rendere la vita un pò più difficile a questi spreconi.<br />
Strano, mia mamma deve nascondere molto bene i suoi soldi se non mi sono mai accorto che navigava nell&#8217;oro. E che attrice quando dice che non gli bastano mai. Premio Oscar! Ma ora non mi frega più. I 2 esperti mi hanno spiegato da dove vengono i miei problemi e non mi faccio più incantare. Ma non è che questi tagli avranno delle ripercussioni sociali? Non è che ci saranno delle proteste? Si chiede preoccupata la Gruber. Non che abbia tutti i torti. In fondo in altre nazioni sta succedendo questo. Qui entrambi gli ospiti non hanno dubbi. Il senso di responsabilità degli italiani vincerà sui pochi irresponsabili che vogliono trasformare un passaggio &#8220;doloroso ma obbligato&#8221; in un&#8217;occasione per contestare le autorità costituite.<br />
Anzi Severgnini si lancia addirittura in una analisi di lungo respiro il cui senso vorrei cercare di spiegarvi. Il lettore mi scuserà se io non riesco ad usare il linguaggio forbito del Nostro, ma io ho studiato in una miserabile università pubblica, covo di malfattori e spreconi. Il senso era questo: &#8220;gli italiani devono entrare nell&#8217;ottica che i fasti del passato (parlava della lauta pensione di mia mamma? della mia macchina?) NON torneranno mai più. Dobbiamo abituarci ad un mondo dove NULLA E&#8217; PIU&#8217; DOVUTO E TUTTO VA CONQUISTATO. E, dulcis in fundo, in un periodo così, dobbiamo dimenticarci di lavorare solo 8 ore al giorno. Dobbiamo rimboccarci le maniche senza protestare. Solo così ce la caveremo tutti&#8221;.<br />
Certo, poi si accorge di avermi spaventato e si addolcisce aggiungendo: &#8220;anche chi ha di più deve pagare, per esempio con una piccola patrimoniale che non deprima l&#8217;economia o con l&#8217;ICI. Chi possiede una casa deve pagare qualcosa, no?<br />
E qui ti volevo! Almeno su questo vi ho fregato! Io una casa non ce l&#8217;ho! Non me la sono mai potuta comprare. E non pago!<br />
Ma così sarò responsabile? Mi vengono i dubbi e mi si chiude lo stomaco.<br />
Però il tono della trasmissione è così sereno, piacevole, tutto è così naturale, normale. E&#8217; solo un momento un pò così. In fondo non sta succedendo niente. Siamo in buone mani e basterà stringere la cinghia e torneranno tempi migliori. In fondo, e lo dicono anche loro, in altri paesi stanno meglio e non hanno avuto bisogno di fare manovre e manovrine, tagli e taglieggiamenti.<br />
E sorridenti mi blandiscono, stuzzicano la mia indole di italiano pigro e guascone. Sembrano dirmi &#8220;Eh caro Cesare, se non avessi comprato quella macchina. Se avessi lavorato un pò di più. Proprio non hai voglia vero? Cattivone, sei sempre lo stesso. Ti lasciamo studente svogliato, ti troviamo lavoratore indolente. Ma noi siamo buoni, non ti faremo male. Ma devi comportarti bene ed essere responsabile&#8221;.<br />
Quasi mi convincono, sono più sereno e finisco il petto di pollo. Buono!<br />
Corro di là a prendere una merendina dalla credenza e non faccio in tempo a tornare che succede la tragedia.<br />
La Gruber scivola in una gaffe clamorosa, roba da BLOB. Sorridente chiede al Presidente dell&#8217;Istat di spiegare una sua affermazione di qualche giorno prima quando, intervenendo ad un convegno della Caritas, aveva dichiarato che l&#8217;Italia rischia seriamente uno scenario simile a quello post crisi del &#8217;29 nei prossimi mesi ed anni. Disoccupazione elevata, povertà diffusa, scontri sociali e compagnia bella. Ma come Presidente, prima dice che siamo in buone mani e poi evoca la catastrofe?<br />
Il Presidente sorride, sembra dire &#8220;birichina”, ma non distingui i discorsi seri dagli scherzi? Io volevo solo dire che se gli italiani non hanno fiducia si rischia di cadere in depressione e la depressione genera un sacco di problemi, tra i quali, il più grave è la crisi economica. E&#8217; una questione psicologica.&#8221; Crisi c&#8217;è quando c&#8217;è depressione. A me questa cosa ricorda lo &#8220;stupido è chi stupido fa&#8221; del film Forrest Gump. E mi fa sorridere.<br />
In fondo cosa ci vuole? basta essere ottimisti. Lo diceva anche Berlusconi.<br />
Finisco la merendina e sono più rinfrancato. Se è tutta una questione psicologica il cioccolato della merendina mi farà bene. Si dice che favorisca il buon umore&#8230;&#8230;</p>
<p>Cesare Martina<br />
Circolo Lenin</p>
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		<title>Quante crisi nella crisi?</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 7 - Dicembre 2011]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nuvolarossami6.files.wordpress.com/2011/12/immagine1.gif"><img class="size-full wp-image-497 alignleft" title="Immagine1" src="http://nuvolarossami6.files.wordpress.com/2011/12/immagine1.gif?w=750" alt=""   /></a>Il recente Congresso del PRC è servito anche ad aprire un dibattito sulla crisi: chi sostiene che siamo di fronte ad una classica crisi di sovrapproduzione e chi invece sostiene che la crisi ha certamente origini strutturali ma anche finanziarie e come tale va analizzata e contrastata. Personalmente concordo con la seconda opzione e la dimostrazione della diversità di questa dalle precedenti crisi è che, per la prima volta nella storia, chi fallisce sono gli Stati e non le Imprese! Anche su questo giornale, in diversi interventi, altri hanno sottolineato come, di fronte alle difficoltà finanziarie degli Stati gli utili delle Imprese non siano per nulla in discussione. Semmai il loro valore di mercato, nel senso che subiscono anch’esse i contraccolpi delle difficoltà degli Stati in cui operano ma è cosa diversa dal fallire o chiudere perché non hanno sbocchi di mercato. In realtà molte imprese de localizzano e migrano altrove (FIAT) oppure sono acquistate da altro capitale e da nuovi poli di sviluppo (SAAB, VOLVO dalla Cina) o, infine, chiudono non per mancanza di risultati positivi ma solo perché speculando si può guadagnare di più (INSE).</p>
<p>Per gli Stati la situazione è diversa. Solo nel 2011 Islanda, Grecia, Italia per restare In Europa e dintorni ma anche nel Michigan per andare al cuore del mondo capitalista, parecchi Stati si sono trovati o si trovano tuttora in una situazione di pesante difficoltà finanziaria. Ribadisco l’influenza finanziaria sulla crisi in quanto l’Italia, ad esempio, ha tuttora il Bilancio con un risultato primario positivo (prima degli interessi sul debito) ma fatica a ridurre l’entità del debito stesso. Inoltre, mentre altri Stati si sono indebitati per salvare le loro banche, in Italia ciò non è stato necessario. Già negli anni passati altri Stati erano passati dalla stessa situazione basti pensare all’Argentina che aveva dovuto rinegoziare il suo debito e dunque questa si presenta come una tendenza o meglio una conseguenza delle politiche neoliberiste e monetarie oggi dominanti sul pianeta.</p>
<p>Come è stato possibile tutto ciò? Non sono un economista e rischio di sparare cazzate ma penso che buona parte della situazione attuale sia dovuta ad un eccesso di liquidità. Già anni or sono, in occasione di una delle ormai tante crisi petrolifere, l’incremento dell’oro nero aveva permesso la creazione di una massa di liquidità impressionante, i cosiddetti petrodollari, mentre ora una ulteriore creazione di liquidità è avvenuta in tutto il mondo a seguito delle dismissioni (e conseguenti speculazioni finanziarie) che hanno portato alla chiusura di molti stabilimenti. Basti pensare, a Milano, alle aree ex Pirelli, Marelli ecc. nella fascia nord dove ora sorge techno city. Si pensi poi alle spese improduttive (distruggono ricchezza) delle guerre o alle riduzioni delle aliquote fiscali per i più ricchi: è accaduto in Italia col governo Berlusconi ma anche negli USA con Bush figlio con la scusa che minori tasse e imposte avrebbero favorito i consumi e perciò sostenuto la domanda di beni di consumo. Al di là dell’aberrazione che tutta l’economia debba rivolgersi in maggior consumo e dunque utilizzo e sfruttamento della terra, o che le il neo colonialismo si debba affermare con interventi armati, rimane il fatto che le risorse finanziarie a disposizione della collettività si sono ridotte ovunque in misura considerevole. Si aggiungano a ciò le privatizzazioni degli utili e la socializzazione delle perdite o delle spese come si è fatto con l’Alta Velocità in Italia (a breve i treni privati sulla tratta pagata coi soldi pubblici) od anche la TAV da pagarsi con soldi europei ed italiani ma tutti indistintamente di provenienza pubblica su cui certamente si faranno scorrere treni appartenenti ai privati. Ma non solo, la stessa privatizzazione dei servizi tutto comporta fuorché minori oneri per lo</p>
<p>Stato. Basti pensare alla sanità lombarda come le vicende milanesi della Clinica Santa Rita o dell’ospedale San Raffaele dimostrano: operazioni inutili (leggi vivisezione umana) per guadagnare presso la Santa Rita o costi maggiorati di quelli sostenuti tali da consentire di creare fondi occulti all’estero come emerge dalla vicenda del San Raffaele. A titolo di esempio mia moglie è stata ricoverata due giorni, ed altri due ne avrebbe dovuto aggiungere, se avesse accettato di farsi togliere un punto, ribadisco un punto di sutura, in una nota clinica milanese mentre all’ospedale di Lucca, in meno di cinque minuti di ambulatorio hanno fatto tutto! Tutto vero e so per certo che non è l’unico caso! Vorrei ricordare che il Tirolo, questa estate, ha messo in vendita una montagna o come gli Inglesi, per far fronte al loro sistema sanitario, utilizzino per le visite, mediante internet ed i nuovi strumenti tecnologici, medici dell’India od ancora, durante i giorni caldi della crisi greca, la Svezia (guarda caso dove la tassazione dei redditi ha livelli impensabili per noi), si è offerta di fornire un aiuto finanziario allo Stato greco in cambio del Partenone!</p>
<p>Ma ciò non è ancora nulla rispetto all’ultimo attacco sferrato dal capitalismo d’oggi. L’enorme disponibilità di denaro liquido (si calcola che ogni quindici giorni, un ammontare pari alla somma del PIL mondiale circoli a soli fini speculativi sui mercati) ricerca dunque una sua remunerazione e le politiche neo liberiste fanno di tutto per favorire tale risultato. Iniziano da qui, a mio avviso, le politiche di privatizzazioni dei servizi o di dismissioni di beni da parte degli Stati. Se questo è vero, oggi la scelta, da parte degli speculatori è quella sia di farsi maggiormente remunerare i finanziamenti dei debiti statali sia quella, attraverso l’opera speculativa di poter acquistare Beni statali a prezzi di saldo. Se così è, la crisi non finirà se non quando la spoliazione sarà completa ma, nel frattempo, attraverso la crisi di alcuni Stati, si definiscono le gerarchie a livello capitalistico: in Europa la Germania che punta ad un ruolo di dominus verso l’intero continente ma, a livello mondiale, anche un attacco alla moneta Euro colpevole di essere usata come moneta di scambio internazionale, a volte, al posto del dollaro americano. Se a questo si aggiunge anche la situazione tutt’altro che brillante della Gran Bretagna e della Sterlina, possiamo ben immaginare da quali parti provengano le spinte alla speculazione in atto. Ovviamente ciò non viene detto sui giornali ma i fatti parlano da soli.</p>
<p>Ma non basta! Se quanto sopra è vero, occorre assicurarsi che, “eccessi” di democrazia non frappongano ostacoli a questa linea del capitalismo finanziario per cui, dopo essere subentrato agli Stati nella gestione dei servizi (quelli che venivano chiamati diritti) dalla salute, all’acqua, alla scuola ecc. oggi si candida a sostituire il personale politico. E’ la BCE che stabilisce cosa si deve fare (oppure il FMI o la Banca Mondiale) e gli Stati devono ubbidire pena l’affossamento col rischio di dire addio a buona parte delle pensioni e degli stipendi del personale statale. Chiaramente la democrazia si svuota, diventa simulacro se tutto è deciso sempre altrove per cui chiaramente diventa ridontante preoccuparsi di dare rappresentanza alle istanze politiche presenti nel Paese se tanto queste nulla possono rispetto alle scelte politiche di cui si annullano le differenze. In questo quadro il bipolarismo è essenziale per vincolare entrambi gli schieramenti a politiche neoliberiste ed impedire, come nel proporzionale puro, che vi siano forze che si oppongano a tale disegno.</p>
<p>In sintesi (spero vivamente di sbagliare ma non ne sono sicuro), non sarà per nulla semplice né facile superare questa crisi che, comunque, rischia di falcidiare sia le conquiste dei lavoratori (contratti, pensioni, art. 18 ecc.) ma anche pensioni, salute, scuola, acqua e via dicendo. Che fare per impedire la gestione di destra di questa crisi e delle sue proposte per uscirne senza arrivare a venderci il Colosseo o la torre di Pisa o le dolomiti?</p>
<p>Se è vero che oggi siamo trattati come supermercato dove acquistare a prezzo di saldo, occorre fare l’esatto contrario, ovvero demercificare i nostri diritti: il referendum sull’acqua è l’esempio concreto del modo con cui procedere. L’acqua è un bene comune e non si vende così come la nostra salute, il nostra sapere e via di seguito.</p>
<p>Nel frattempo, se non opponiamo un freno alla deriva neoliberista ci troveremo anziché con un Parlamento e con i vari Consigli regionali, provinciali e comunali, con due Consoli che penseranno alla gestione del potere ai diversi livelli. Nel nome della grande ROMA s’intende…</p>
<p>Giuseppe Cavalli</p>
<p>Circolo PRC Lenin</p>
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		<title>La perfetta operazione Monti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 08:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Paolo Ferrero da Liberazione del 18/11/2011 Parte il governo Monti. Nello stile e nei toni diversissimo dal governo Berlusconi. Nei contenuti no. Il programma presentato alle camere è integralmente neoliberista. Fin nelle virgole. E&#8217; la prosecuzione, radicalizzata dalle richieste europee, delle politiche già messe in atto da Berlusconi e Sacconi, confermate per intero. Dalle &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/11/18/la-perfetta-operazione-monti/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=492&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Ferrero da Liberazione del 18/11/2011<br />
Parte il governo Monti. Nello stile e nei toni diversissimo dal governo Berlusconi. Nei contenuti no. Il programma presentato alle camere è integralmente neoliberista. Fin nelle virgole. E&#8217; la prosecuzione, radicalizzata dalle richieste europee, delle politiche già messe in atto da Berlusconi e Sacconi, confermate per intero. Dalle privatizzazioni alle liberalizzazioni passando per il taglio della spesa pubblica, la manomissione delle pensioni e di cosa rimane del mercato del lavoro, fino alla reintroduzione dell&#8217;Ici sulla prima casa. Il tutto ovviamente senza dire una parola sulle rendite finanziarie, sulle cause della speculazione, sulle sciagurate politiche europee, che &#8211; al contrario &#8211; sono per il governo da applicare sotto dettatura.<br />
L&#8217;idea che il pareggio di bilancio dello stato italiano non solo debba essere inserito in Costituzione, ma addirittura certificato da una società privata, è la ciliegina sulla torta. Lo stato, per rendersi credibile agli occhi degli speculatori, deve farsi controllare dagli amici degli speculatori! Un programma che aggraverà la crisi e le disparità sociali.<br />
Da questo punto di vista il governo Monti è stato una perfetta operazione con cui i poteri forti &#8211; italiani ed Europei &#8211; sono riusciti ad evitare che la caduta di Berlusconi determinasse anche il minimo spostamento a sinistra dell&#8217;asse del paese. Lo hanno fatto con il contributo determinante del Presidente della Repubblica, che si è fatto promotore dell&#8217;operazione, e grazie all&#8217;ignavia politica del Pd, che non è riuscito nemmeno a imporre il ritorno alle urne.<br />
Contro questo governo dobbiamo quindi costruire l&#8217;opposizione sociale, culturale e politica. Nella costruzione dell&#8217;opposizione dobbiamo però essere consapevoli che questo governo parte avendo dalla sua un pregiudizio positivo. Non solo perché viene al posto del governo Berlusconi, di cui larga parte della popolazione non ne poteva più. Il governo Monti incrocia alcuni elementi di senso comune che si sono venuti formando nel corso degli anni: per esempio, la presentabilità di Monti e dei suoi ministri, vista con sollievo dopo le figuracce rimediate a livello mondiale grazie a Berlusconi. Vi sono però due elementi più di fondo che vanno soppesati bene per non fare errori.<br />
In primo luogo la sfiducia verso la politica e il ceto politico; i tecnici come garanzia di maggiore serietà, competenza. Questo elemento peserà nel tempo, specie se il governo Monti prenderà misure sui costi della politica. Non è cosa di poco conto.</p>
<p>18/11/2011</p>
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		<title>Saluto a Onorina Pesce</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 16:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci ha lasciati Onorina Brambilla Pesce, 88 anni, moglie del leggendario “Visone”, Giovanni Pesce, medaglia d’oro della Resistenza e comandante del III Gap “Egisto Rubini” di Milano. Domani alle ore 15 al salone Di Vittorio in Camera del Lavoro, il saluto alla partigiana &#8220;Sandra&#8221;. Dalle ore 11 è aperta la camera ardente. La federazione di &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/11/08/saluto-a-onorina-pesce/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=487&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ha lasciati Onorina Brambilla Pesce, 88 anni, moglie del leggendario “Visone”, Giovanni Pesce, medaglia d’oro della Resistenza e comandante del III Gap “Egisto Rubini” di Milano.<br />
Domani alle ore 15 al salone Di Vittorio in Camera del Lavoro, il saluto alla partigiana &#8220;Sandra&#8221;. Dalle ore 11 è aperta la camera ardente.<br />
La federazione di Milano sta organizzando con compagni/e un picchetto dalle ore 14.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nuvolarossami6.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nuvolarossami6.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nuvolarossami6.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nuvolarossami6.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nuvolarossami6.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nuvolarossami6.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nuvolarossami6.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nuvolarossami6.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nuvolarossami6.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nuvolarossami6.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nuvolarossami6.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nuvolarossami6.wordpress.com/487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nuvolarossami6.wordpress.com/487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nuvolarossami6.wordpress.com/487/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=487&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lavoro precario al Comune di Milano: diciamo basta!</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 16:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nuvola Rossa</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavoro precario al Comune di Milano: diciamo basta! di Sonia previato da FalceMartello del 27/10/2011 Il Comune di Milano è la principale azienda della città, 15.500 dipendenti, a cui vanno aggiunti gli indiretti, ovvero i dipendenti delle municipalizzate e delle società controllate dal Comune. Tutelare il futuro delle giovani generazioni, a partire dalla soluzione della &#8230; <a href="http://nuvolarossami6.wordpress.com/2011/10/28/lavoro-precario-al-comune-di-milano-diciamo-basta/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nuvolarossami6.wordpress.com&amp;blog=25729790&amp;post=482&amp;subd=nuvolarossami6&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marxismo.net/corrispondenze-operaie/lavoro-precario-al-comune-di-milano-diciamo-basta">Lavoro precario al Comune di Milano: diciamo basta!</a></p>
<p><em>di Sonia previato da FalceMartello del 27/10/2011</em></p>
<p>Il Comune di Milano è la principale azienda della città, 15.500 dipendenti, a cui vanno aggiunti gli indiretti, ovvero i dipendenti delle municipalizzate e delle società controllate dal Comune.</p>
<p>Tutelare il futuro delle giovani generazioni, a partire dalla soluzione della grave piaga della precarietà è stato uno dei temi centrali del candidato sindaco Pisapia. Ha persino sottoscritto un “contratto” con San Precario nel quale si impegnava alla stabilizzazione del lavoratori precari del Comune. Oggi i precari stanno tutti perdendo il posto di lavoro e quel contratto è solo carta straccia. Abbiamo intervistato due di loro che sono fra i promotori del comitato precari. I loro nomi sono S. e M. perché al Comune di Milano è meglio non dare nell’occhio, soprattutto dopo la pubblicazione del dossier sui consulenti esterni. Il dossier non può essere smentito, basandosi sui dati del Comune stesso, tuttavia dà molto fastidio.</p>
<p><strong>Come è nato il comitato precari del Comune di Milano?</strong></p>
<p>S. Il Comitato nasce con la “Mascherata” a maggio dell’anno scorso, per la verità l’unico mascherato ero io, ma insomma c’era l’effetto scenico del chiedere la carità, ma in forma di rivendicazione. È nato tutto con la campagna per Pisapia, quella campagna è stata uno stimolo ad organizzarsi, perché ci si sentiva in un grande flusso di entusiasmo e di grande cambiamento. Quale momento migliore per parlare della condizione del lavoro precario?</p>
<p>Da qui è nata la necessità di darsi un coordinamento maggiore per far emergere le problematiche dei lavoratori precari del Comune di Milano. Lo sciopero del 6 settembre scorso è stata una ulteriore occasione per incontrarsi.<br />
<strong><br />
Quali sono le vostre richieste?</strong></p>
<p>M. Chiediamo la stabilizzazione. Non è giusto che centinaia di lavoratrici e lavoratori che hanno lavorato per anni, e stiamo parlando anche di 8 &#8211; 10 anni per il Comune, lavoratrici che magari hanno una famiglia, donne sole con figli, vengano mandate a casa come se nulla fosse. A partire da maggio scorso i contratti in scadenza non vengono più rinnovati. Siamo consapevoli che c’è la crisi, che la Giunta ha ereditato un buco di bilancio, tuttavia questo comportamento non è accettabile. Sabato scorso davanti all’iniziativa a sostegno di Pisapia, l’avvocato Marco Dal Toso ci ha detto che noi precari siamo solo 625 e che magari ci si può sistemare nella nuova società di Expo2015. A parte il fatto che siamo molti di più e che la cosa può mettere in difficoltà i servizi stessi del Comune, una volta che Expo finisce, cosa facciamo? Siamo punto a capo.</p>
<p><strong>Sabato scorso c’era la “due giorni per Milano” alla presenza del sindaco e voi avete distribuito all’ingresso un dossier, di che si tratta?</strong></p>
<p>M. Ci dicono che non ci sono i soldi e abbiamo cercato di raccogliere informazioni. A tutti i dipendenti comunali è arrivato il video messaggio del Direttore Generale Davide Corritore che assicurava che la nuova Giunta non si sarebbe comportata come la precedente pagando cifre esorbitanti per consulenze esterne e si sarebbe avvalsa delle competenze interne. Ebbene non è stato così. Gli articolo 90 (secondo il Testo Unico Enti Locali sono i contratti a tempo determinato assunti fuori graduatoria per incarichi di ‘fiducia’) al momento sono ben 43 e la Giunta ha speso per questi contratti ben 2milioni e 270mila euro.</p>
<p>E su questa spesa ci sarebbe pure un illecito perché la legge dice che se non c’è il pareggio di bilancio non si possono attivare collaborazioni esterne.</p>
<p><strong>Questo è molto grave, perché non se ne parla?</strong></p>
<p>M. Il nostro dossier è circolato molto, online su molti siti e blog di sinistra, certo nessun giornale nazionale lo ha pubblicato, ed è chiaro che le forze di sinistra preferiscono parlare d’altro. Dicono che la destra può strumentalizzare la cosa, ma visto che la destra è contro la nostra stabilizzazione, più di tanto non può dire. Maurizio Baruffi ci ha detto che dobbiamo togliere i nomi dal dossier, d’altra parte lui è uno che prende una delle fette più grosse.</p>
<p>S. Il fatto è che molti di noi sono stati in prima linea nella campagna elettorale per Pisapia e vedere queste cose, fa molto male, vedere un ex compagno di Dp che si becca 162mila euro l’anno, mentre i lavoratori a tempo indeterminato con l’inquadramento medio prevalente guadagnano poco più di 19mila euro e in più si mandano i precari a casa perché non ci sono soldi: obiettivamente questa roba fa incazzare! Se non vogliono che da questa demoralizzazione la gente vada a votare a destra (e magari molto a destra), devono cambiare registro.</p>
<p>Comunque, nonostante tutto, resta il fatto che siamo riusciti ad ottenere un incontro solo dopo che abbiamo iniziato a distribuire il dossier, prima li avevamo inondati di mail, ma stranamente non le avevano viste.</p>
<p><strong>Come sono andati questi incontri, vi hanno dato qualche spiraglio?</strong></p>
<p>S. All’ultimo incontro c’era l’assessore Bisconti, che fra le precedenti esperienze è stata anche responsabile risorse umane Nestlè, e Paolo Limonta che coordina i comitati cittadini. Ci hanno promesso di fare il possibile, ci hanno detto che verificano i vincoli imposti dal patto di stabilità, che ci vuole un accordo sindacale. Alla fine non è uscito nulla di concreto e soprattutto ci hanno messo in attesa degli eventi, con la scusa che è colpa del governo.</p>
<p><strong>Ma a questi incontri voi avete presentato delle richieste precise?</strong></p>
<p>M. Sì, abbiamo presentato una piattaforma di 12 punti. I primi tre sappiamo essere molto difficili da raggiungere perché riguardano una proposta di tetto massimo per gli stipendi delle figure amministrative dirigenti, la riduzione dell’80% di queste posizioni apicali e lo stop agli incarichi esterni. Poi abbiamo fatto delle proposte su dove andare a prendere i soldi per garantire la nostra stabilizzazione. Per esempio facendo pagare le pratiche edilizie (Comunicazione Inizio Attività Edilizia Libera) oggi gratuite e soprattutto la verifica dei pagamenti della tassa sul suolo pubblico e sulla pubblicità attraverso una commissione in cui siano presenti anche due precari.</p>
<p>S. Queste ultime due tasse (Cosap e Tosap) sono largamente evase, la maggioranza dei ristoranti e dei locali del centro che mettono fuori i tavolini non pagano. Poi ci sono entrate mancate pazzesche: pensa che a Natale scorso è stata data piazza Duomo alla gioielleria Tiffany a gratis perché ha fatto la richiesta come onlus. Anche ora le cose non sono cambiate: Roberto Cavalli ha fatto la sfilata a settembre scorso all’Arco della Pace pagando solo il 20% della tassa. Non penso che Cavalli abbia difficoltà economiche per pagare qualche migliaia di euro al Comune di Milano.</p>
<p>Inoltre proponiamo di destinare i capitoli di spesa che oggi vanno alle agenzie interinali e alle cooperative ad una Cassa Precaria Municipale da cui attingere per le assunzioni con graduatoria unica. Peraltro è molto più costoso pagare la cooperativa o l’agenzia che il dipendente. Evidentemente, siccome finora si è fatta la scelta più onerosa, è proprio perché non si vuole avere il problema della “gestione” del personale.</p>
<p>M. L’altra cosa importante è la continuità retributiva per poter accedere al sussidio di disoccupazione che comunque non viene erogato per oltre 8 mesi. Se nell’anno precedente ho già preso il sussidio, poi ricomincio a lavorare per un periodo di tempo troppo breve, il sussidio successivamente richiesto viene erogato per un periodo di mesi inferiore perché vi ho già acceduto l’anno prima. Per questo chiediamo una retribuzione di 1200 euri per almeno nove mesi annui.</p>
<p>S. Non mi sembra che stiamo chiedendo la luna</p>
<p><strong>Decisamente non è la luna. Quali saranno i vostri prossimi passi?</strong></p>
<p>M. All’incontro con il Comune ci hanno detto di verificare con le organizzazioni sindacali, per arrivare ad un accordo sindacale. Il problema è che noi non abbiamo rappresentanza, in quanto precari non abbiamo diritto ad eleggere delegati, anche se ne avremmo bisogno visto che i nostri problemi sono molto diversi da quelli che stanno qui da anni. In questi giorni c’è una trattativa in corso per stabilizzare 300 educatrici fra nidi e materne, parteciperemo a questi incontri sollevando anche il problema dei precari in altre strutture del Comune, dagli amministrativi ad altri servizi e vediamo se riusciamo ad allargare la trattativa.</p>
<p>Come sono stati i vostri rapporti con le organizzazioni della sinistra milanese?</p>
<p>S. Nessuno dei partiti, dei collettivi e delle parti di &#8216;movimento&#8217; milanese che si riempie la bocca con la parola precarietà ci ha aiutato e son 4 mesi che smanettiamo su web e volantinaggi e ci han pubblicato Libero, Affari Italiani, Il giorno e Il fatto quotidiano e Radiopop. Nessuno ha preso sul serio la nostra lotta sacrosanta nonostante siamo andati da tutti a spiegarla. È scomoda, scabrosa, pericolosa.</p>
<p>Rompe le uova in un programma già scritto che sta per essere realizzato anche a livello nazionale. Questo è un dato fondamentale per capire la nostra lotta e soprattutto l&#8217;ipocrisia colpevole di tutta la sinistra milanese.</p>
<p><strong>Quanti siete e che modalità avete di organizzarvi?</strong></p>
<p>S. Questo è il problema principale, siamo sparpagliati in molte strutture e sedi, abbiamo richiesto l’accesso agli atti per capire quanti lavoratori sono precari, o lo sono stati negli ultimi anni, in varie forme alle dipendenze del Comune. Pare che queste informazioni siano molto “sensibili” e nessuno si vuole prendere la responsabilità di mettere in luce come stanno veramente le cose. Da quanto abbiamo capito potremmo arrivare solo come precari diretti del Comune intorno ai 7mila lavoratori, che lavorano o hanno lavorato per un periodo di 1 anno negli ultimi 5. È una bella cifra se si considera che il comune ha 15.500 dipendenti. Poi ci sono gli indiretti, cioè tutti quelli che sono dipendenti precari nelle municipalizzate o nelle controllate tipo Milano Ristorazione, Milano Sport, Fondazione Scuole Civiche, ATM, ecc. Di fatto il Comune di Milano è la principale responsabile della precarizzazione dei cittadini milanesi.</p>
<p>C’è paura fra i precari, paura ad esporsi, paura a fidarsi di qualcuno, poi c’è la grande delusione, l’amarezza per aver pensato che il vento era cambiato e invece qui tutti restano a casa.</p>
<p>Noi comunque non ci arrendiamo, mercoledì andiamo all’incontro sindacale con le educatrici per porre anche il nostro problema, perché anche noi siamo dipendenti comunali. Continueremo sollecitare le organizzazioni sindacali e, visto che il primo incontro ci è stato concesso dopo l’uscita pubblica del dossier, continueremo a volantinare nelle sedi del Comune per rendere pubblica questa situazione e anche per contattare i precari che non abbiamo ancora raggiunto e far loro capire che non sono soli, che si può rivendicare i propri diritti.</p>
<p>Se questa è una Giunta dalla nostra parte, allora lo deve dimostrare con i fatti.</p>
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